Sabato

Non vedevo l’ora che arrivasse questo sabato, dopo una settimana che mi sembrava non volesse più finire. Avevo da fare i regali di natale a tutti, poi volevo vedere i miei amichetti che mi mancano un po’.
Insomma partivo con parecchie buone intenzioni. Ma sono naufragate tutte insieme stamattina.
Mi sono alzata di cattivo umore, ma indefessa sono uscita alla conquista dei regali. Avevo fatto una specie di lista e a ciascun nome avevo accoppiato un regalo ipotetico.
Mi sono ritrovata intrappolata in strade piene di gente che aveva le mie stessa intenzioni, tutti stipati nei negozi, tutti a guardare le stesse cose. Mi sono scoraggiata. Mi è passata quella poca voglia che avevo, ho gironzolato miseramente cercando di raccogliere le idee ma non le ho ritrovate più. Ho solo pensato che stavo sprecando una delle due giornate di tempo che mi restavano a disposizione, prima di essere catapultata direttamente alla mattina del 24 in preda al panico.
Ma non si potrebbe trovare un altro sistema per questi regali? Ognuno potrebbe comprarne uno per se, metterlo sotto l’albero e, la sera della vigilia, aprirlo e farlo vedere ai parenti – guarda che bel regalo che mi sono comprato quest’anno, e tu? – perché io mi faccio prendere dall’indecisione – gli piacerà, la misura sarà giusta? – e poi mi piacerebbe pensare con calma, provare a cercare un po’ dello spirito natalizio che quest’anno è latitante.
Per chiudere in bellezza scopro che i miei amichetti sono impegnati e stasera non potremo vederci.
Che faccio a questo punto?
Magari me ne vado al cinema. Magari seguo uno degli illuminati consigli di marquant.








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