Perchè non parli?

Ho una piccola pianta a cui sono affezionata. Assomiglia un po’ ad un bambino magro e spettinato.
Da alcuni giorni ha cominciato ad avere un aspetto triste. Tutte le foglioline hanno preso a pendere verso il basso, poi qualche puntina di giallo qua e là.
Stamattina mi sembra decisamente peggiorata.
Io la guardo ma non so proprio cosa fare, ho anche provato a chiederle se c’è qualcosa che non va, ma lei mi risponde solo con quello sguardo mogio di chi ritiene che potresti anche capirlo da sola, dato che sei tu quella che nutre e sceglie i rimedi; lo sguardo di chi pensa che se non capisci vuol dire che non te ne importa abbastanza.
Ricatto psicologico che si addice ad una pianta, del resto.
Io, dal basso del mio senso di colpa, ho anche provato a fare finta di non vederla, a non degnarla di uno sguardo, ma poi, miserevolmente vinta dal suo silenzio colpevolizzante, mi sono avvicinata a parlarle.
I nostri dialoghi sono stati piuttosto morettiani – cosa vuoi, più acqua, meno acqua, più luce, meno luce, perchè non parli? –
non sono finiti con il lancio dalla terrazza della povera pianta, perchè io la terrazza non ce l’ho, ma la frustrazione ed il senso di impotenza sono analoghi.
Le ho messo un po’ di fertilizzante e le ho cambiato posizione, spero che prima o poi mi parli, come la rosa del piccolo principe, per dirmi se ho fatto bene.










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