Arghh

Mattina, questa mattina (sic), ore 7.30.
Suona la mia compagna di sventura, la sveglia.
Dopo aver scartato l’ipotesi di darmi malata e restare a letto un’altra settimana, poggio a terra un piede, poi l’altro.
Poi medito il suicidio.
Potrei affogarmi nel bidet, strozzarmi con lo spazzolino,ustionarmi con il caffelatte, lanciarmi sotto il C28 che alla folle velocità di 15Km orari, quando va di gran carriera potrebbe lasciarmi addirittura illesa.
Allora opto per l’omicidio del capo.
Potrei impiccarlo con il filo delle lucine appena tolte dall’albero di natale, una fine abbastanza simbolica da assumere un certo suo fascino.
Una faccenda un po’ cruenta a ben vedere.
Quando poi arrivo in ufficio, e vedo facce tristi ed assonnate al pari della mia,allora mi intenerisco, gli omicidi li lascio al ritorno dalle prossime vacanze! 









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