L’ho fatto ancora!

Non ho saputo resistere!
E sono tornata sul luogo del delitto! La libreria.
Ci sono andata in un minuto rubato al lavoro, e questo ha reso il mio vagabondare tra gli scaffali più intenso, perchè un minuto rubato come minimo vale doppio.
Come sempre mi stavo incuriosendo di ogni titolo, di ogni copertine, di ogni autore che conoscevo e soprattutto di quelli che non conosco ancora e mi trastullavo con le prime pagine di varie cose, finchè le ho viste.
Le belle copertine, un po’ inquietanti dei libri di Carver, tutte in fila, rosse blu, gialle, con sopra degli omini allampanati con gli sguardi un po’ tristi.
Lo sapevo che lo avrei fatto.
Tutto merito di omero che qualche giorno fa ne ha pubblicato poesia che mi ha emozionato.
Ho cominciato annusando la carta e non sono riuscita ad uscire da sola, dovevo proprio prenderne almeno uno.
Il titolo è “Da dove sto chiamando“. L’ho preso, l’ho nascosto nella borsa da lavoro in modo che quando fossi tornata allo studio nessuno l’avrebbe visto e ho cominciato a camminare, con il cuore che mi strizzavo l’occhiolino dalla gioia. Camminavo e fantasticavo. Camminavo e avevo voglia di fermarmi su una panchina e cominciare subito a leggere.
Ogni volta che compro un libro mi godo una mezza giornata di attesa trepida, che mi libera dal tran tran quotidiano e mi fa camminare a mezz’aria come un’oca.
Quindi grazie ad omero che mi ha fatto tornare la voglia e grazie al destino che per questa volta è stato benevolo e mi ha regalato minuti preziosi ed un prezioso regalo.











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