Oggi

Oggi è il compleanno di un mio amico.

La parola è riduttiva e non spiega per niente il rapporto che c’è tra noi, ma non so davvero trovarne un’altra. Manca una definizione soddisfacente.

Lui è stato, nel tempo, ed è tutt’ora, amico, confidente,amante (a volte), maestro, compagno di giochi, complice di scappatelle, inflessibile promulgatore di reprimende, sorridente supereroe con tanto di mantello, gatto e topo.

Spesso mi ha sorpreso, facendomi sorridere, e mi ha deluso a volte, facendomi piangere.

Tutto questo senza bisogno di essere presente concretamente per la maggior parte del tempo.

Quello che so è che lui è molto importante per me, ma a pensarci bene non posso dire se io sono importante per lui nella stessa misura o nello stesso modo.

Ma va bene così. In fondo anche in rapporti più normali di questo come si fa a stabilire chi è importante per chi, o chi vuole bene di più o di meno?

Dato che il nostro rapporto è nato e cresciuto nella più completa anormalità, potrebbe essere questo il suo punto di forza.

Tutto questo solo perché oggi vorrei festeggiarlo come si addice al suo ruolo di capo incondizionato dei miei pensieri.

Vorrei portarlo a cena in un posto carino e tranquillo, non senza avere prima bevuto un martini come si deve e non senza essermi vestita con attenzione, come piace a lui, senza dimenticare nessuno dei particolari che lui preferisce.

Vorrei avere una casetta dove portarlo dopo cena, un po’ brillo perché non regge bene l’alcool. Vorrei potergli dare un regalo, al quale avrei pensato tanti giorni prima.Poi un divano, chiacchiere fumo, magari il bicchierino della staffa. Di sicuro gli farei un altro regalo ancora una volta tra le cose che preferisce.

Tutto questo non lo posso fare. E allora restano le solite frasi per fargli gli auguri di buon compleanno. Con la speranza che dentro queste parole, un po’ abusate, come sono sempre le parole di questo genere, lui senta tutto quello che vorrei avesse da me, oggi.


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