Incontri ravvicinati di uno strano tipo        

Mi rendo conto di raccontare sempre storie da autobus, ma il fatto è che ci passo dentro una buona parte delle mie giornate lavorative.
Stasera tornavo a casa.
Stanca da farmi schifo da sola.
Mentre aspetto il maledetto mezzo pubblico (che qui l’azienda municipale si chiama ANM – acronimo di All’ aNema e chi t’è Muort. Che è la frase che tutti gli utenti ripetono tra i denti mentre si gelano varie parti del corpo a scelta durante l’attesa. Per la traduzione consultare la pagina 777 di televideo).
Mi dico, ma come fanno le donne normali a lavorare tutto il giorno, ad avere sempre i capelli biondi e fluenti al vento, le scarpe con i tacchi, le gonne alla moda, le calze che non si smagliano mai?
Io con i miei jeans e le scarpe da ginnastica, arrivo a sera che mi fa male tutto e mi accascio dopo cena davanti ad una  tv che non riesco mai a vedere perché il sonno mi coglie sempre prima che qualsiasi immagine possa passarmi davanti agli occhi.
Fine della digressione.
Salgo sul mio autobus di linea insieme ad una signora anziana con bastone. Il nostro mezzo di trasporto è pieno come un carro bestiame.
Un ragazzetto di questi moderni è amabilmente stravaccato su un sedile, masticando gomma e mandando messaggini al cellulare. Mi viene malauguratamente in mente di dirgli:
Io: vedi che c’è una signora in difficoltà a cui potresti lasciare il posto? (mi riferivo alla donna con bastone)
Lui: mmphffff (alzando gli occhi dal cellulare per guardarmi senza avere l’aria di avermi veramente visto)
Signora: grazie grazie ( rivolgendosi alternativamente da me al lui nella speranza di sedersi)
Io: allora che dici la facciamo sedere la signora?
Lui: e vabbè siediti và?
A me!!!
Pensava che la signora in difficoltà fossi io! Io! Quando la donna con bastone si è finalmente seduta al suo posto, mi sono prima stupita, poi indignata, ma alla fine mi sono allarmata.
Va bene che ero stanca, va bene che con tutta probabilità in quel momento non ero al massimo del mio sex appeal, ma pensare che fossi io la signora anziana che voleva sedersi, mi sembra troppo.
Sono tornata a casa con il morale sotto i piedi ed una decisione presa: mai più mi farò paladina di chicchessia, ognuno si conquisti da solo il suo posto a sedere.


















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