Luisa Sanfelice

Speravo di vedere qualcosa di meglio delle solite fiction senza senso che ormai imperversano sui nostri teleschermi.
Mi sono detta, i fratelli Taviani, la Storia, la Repubblica Napoletana, ne verrà fuori una buona cosa.
Mai valutazione fu più errata.
Soprattutto la Storia era la grande assente ingiustificata.
Ma dov’è andata a finire, mi dicevo guardando fotogramma dopo fotogramma le inutili avventure di un’inutile Luigia (perchè questo è il suo nome non Luisa) che per quattro ore non ha altra battuta che dire ti amo a chiunque, a suo fratello, a suo marito, al suo Salvato.
Sulla Casta non ho niente da dire perchè poverina non è che si possa pretendere più di tanto.
Il buon Giannini junior ha raggiunto picchi espressivi alla Raul Bova.
E ho detto tutto.
Ma la Storia? Niente, non si capisce niente: di come è successo che ad un certo momento qualcuno abbia deciso di cacciare un re; di chi lo abbia deciso; del fatto che sia stata una rivoluzione fatta dalla corte e dagli intellettuali dell’epoca ( di cui non si fa un solo nome) che alla fine vennero tutti condannati a morte, soprattutto di come finì che questa Repubblica non ce la fece a sopravvivere.
La Povera Eleonora Pimentel Fonseca che fa due apparizioni in cui sembra una velina, la cui unica funzione è morire in gonna corta chiedendo delle mutande.
Mi dispiace per i fratelli Taviani ma qui non mi sembra che abbiano saputo fare meglio dei fratelli Vanzina.












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