Nostalgie, ovvero un post con premessa

Premessa: ieri, un post di fiammiferaia, mi ha fatto venire uno strano sentimento. Ma a pensarci bene non doveva essere poi così strano se l’ho individuato subito. Era nostalgia.
O almeno ci somigliava.
Dico che ci somigliava perché era quel tipo di nostalgia che ti prende anche se non hai in quel momento qualcosa in concreto di cui essere nostalgico. Qualcuno la chiama nostalgia di un posto dove non sono mai stato.
Non so se mi spiego, ma penso di si.
Allora ho pensato alle cose di cui ho nostalgia.
Fine della premessa e inizio del post.
Per molti anni della mia infanzia e poi dell’adolescenza sono andata in vacanza nel posto che, per me è stato il più bello del mondo. Aveva, ed ha tutt’oggi, il buffo nome di Acquafredda. Oltre ad essere un luogo dove il tempo ha la magnifica virtù di passare così lentamente che sembra che non passi affatto, l’unica e vera meraviglia di questo minuscolo paese è la sua spiaggia di sassi bianchi,  dove sono praticamente cresciuta, imparando a camminare su ciottoli e scogli come una capretta.
Quella spiaggia è l’immagine della mia infanzia.
Quel mare blu, immenso e limpido e, proprio al centro dello sguardo due scogli, che avevamo soprannominato le “Bocche di Bonifacio” tra di loro c’era uno spazio che formava uno specie di stretto passaggio di acque e, poco lontano, ma ci voleva un canotto o un natante di fortuna per arrivarci, c’era la “Grotta dei piedi verdi” che aveva un fondale per cui, tutti i piedi che ci si poggiavano risplendevano di verde madreperla.
In questi posti ho passato un milione di giorni d’estate, e nei miei ricordi tutto è inondato di quella luce bianca, estiva, implacabile a volte, e del colore blu del mare, nume tutelare di quei momenti lunghissimi, quando sembrava che il tempo e il suo scorrere non avessero veramente senso, quando le estati erano infinite e le vacanze non ti sfuggivano tra le dita in un istante.
Ancora oggi, che non ci sono andata più da tanti anni, mi capita di sognare di tornarci, di avvistare in lontananza quegli scogli e di sentire il rumore incessante delle piccole onde che si infrangono sulla riva. Il più delle volte mi sveglio con la sensazione di avere molte lacrime nello stomaco, immagino che sia nostalgia.

 











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