Annunciaziò, annunciaziò

Sono diventata mamma!
Adottiva per lo meno.
Ho adottato una lumaca.
Ieri, l’ho trovata nell’insalata. In verità l’ha trovata mia madre, sua nonna, che in quel momento ancora non sapeva che sarebbe diventata nonna, quindi possiamo dire che l’ha trovata la sua futura nonna.
Ero indecisa sul da farsi, pensavo di metterla fuori sul balcone e sperare che trovasse la strada per il piccolo giardino due piani più giù.
Ma poi faceva freddo.
Ho deciso di adottarla.
L’ho chiamata Harold (in omaggio al titolo di un libro di J.T. LeRoy).
È piccola come una lenticchia, e, contrariamente a quanto si dice sulle lumache, quando decide di andare da qualche parte non è così lenta, magari percorre pochi centimetri e poi si ferma, con aria dubbiosa ed incerta sul da farsi, ma sembra una piccola esploratrice.
Ho pensato che senza saperlo ha già avuto una vita molto più avventurosa di alcuni esseri umani che conosco.
È nata in un campo si è ficcata in un’insalata pensando di vivere serenamente lì dentro, di invecchiare lì con i suoi bambini e nipotini, sgranocchiando foglioline, ma non aveva calcolato che la cupidigia dell’uomo avrebbe fatto si che l’insalata fosse sradicata e poi venduta.
Così ha visitato il camion di un contadino e poi i mercati generali, dove è stata acquistata da un fruttivendolo e messa in una cassa insieme ad altre lattughe e a chi sa quante altre lumachine.
Tutto questo per essere messa in esposizione, magari in un frigorifero in attesa di essere comprata da mia madre, che l’ha messa nel nostro di frigorifero, per poi essere improvvisamente prelevata, e finire nell’acqua del lavello in cucina e rischiare forse di affogare, fino a che è stata avvistata e messa in salvo.
Una faccenda da romanzo, a pensarci bene.
Prima di ogni altra cosa ho pensato che era meglio documentarmi, fino a ieri non mi ero mai chiesta come vivessero le lumache, una carenza culturale veramente incresciosa, per una madre premurosa.
Così ho letto nell’enciclopedia che vivono in luoghi umidi, sotto i sassi, nelle grotte, e mangiano insalata funghi e cose del genere.
Così l’ho messa in una tazzina, sul cui fondo ho sparso pezzetti di foglie dell’insalata in cui fino a pochi minuti prima viveva, tanto per farla sentire come a casa, ma non mi sembra che si sia sentita molto a suo agio.
Appena l’ho messa lì dentro ha dato la scalata alla parete, poi, arrivata quasi in cima si è fermata ed è rimasta lì.
Sembrava dormire. Si è rintanata tutta nella sua casetta.
Forse soffre di vertigini. Forse lo sforzo fatto è stato troppo grande.
Ha dormito tutta la notte, e stamattina fino alle undici, una vera pigrona.
Proprio adesso ha tirato fuori la testolina e sembra che farà due passi. Oggi ha un fare più sbarazzino.
Forse comincia ad ambientarsi.























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