La canzone del maggio

Non ho mai capito qual è il meccanismo che mi fa svegliare canticchiando una canzone che magari non sento da anni.
Stamattina era “La canzone del maggio di Fabrizio De Andrè”.
È una delle canzoni che mi hanno cambiato il modo di pensare; mi capita spesso di riptermi il suo testo.
Mi capita quando succede qualcosa che non capisco, quando c’è da decidere da che parte stare, quando c’è bisogno di fare una scelta.
La canzone parla del maggio del 68, ma è assolutamente attuale e potrebbe riferirsi a qualunque avvenimento politico o sociale.
La frase che mi ha colpito di più si trova nel ritornello e dice: “anche se voi vi credete assolti siete lo stesso coinvolti”.
Vuol dire che le cose che accadono intorno a noi ci coinvolgono sempre, ci rendono partecipi anche se no,i per ignavia, disinteresse o ignoranza, non vogliamo partecipavi, anche se giriamo la testa dall’altro lato fingendo di non vedere.
Vuol dire che il nostro dire no, il nostro dire non so, non ci scagiona, non ci rende estranei agli esiti della storia.
Vuol dire che anche se diciamo no, il nostro no modificherà comunque il corso degli eventi.
A questo penso sempre quando succede qualcosa e devo capire da che parte stare, quando devo capire chi votare, quando vedo alla tv le manifestazioni dei no global, quando in Israele un kamikaze si fa saltare in aria, e tante altre volte.
Perché penso che la mia ignoranza su un argomento, che la mia pigrizia che il mio dire “non so, di questa cosa non so che dire perché non ci ho capito niente” non mi renderà estranea a quello che accade, il mio non sapere o non voler sapere mi renderà complice con una delle due parti in causa.
E se devo stare con una parte qualunque allora voglio sapere e scegliere quello che penso e che faccio.
Il testo ve lo posto qui.

Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato
le vostre Millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
provate pure a credervi assolti
siete lo stesso coinvolti.

Anche se avete chiuso
le vostre porte sul nostro muso
la notte che le pantere
ci mordevano il sedere
lasciandoci in buonafede
massacrare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c’eravate.

E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le “verità” della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se credete ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.




























































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