Raccogliendo un po’ le idee

Ieri alle ore 19.00, nella sala Metro della Mostra d’Oltremare, a Napoli, c’è stato l’incontro dei blogger e la discussione intitolata Blog:come cambia la scrittura nella rete.
Provo a raccogliere un po’ le idee.
La sala era piena, non me l’aspettavo, noi, arrivati un po’ all’ultimo momento , abbiamo trovato dei posticini in fondo a quella che è stata definita “l’ala sinistra” un po’ intemperante.
Quello che ho scoperto è che i blogger sono creature ombrose e poco inclini a venire allo scoperto.
Alla domanda su quanti dei presenti avessero un blog, dalla sala si sono levate solo poche timide manine, mentre ci giurerei che quasi tutti i presenti erano blogger in incognito.
C’erano Luca Sofri, La Pizia, il Signor Confuso in persona, Tiziano Scarpa e Giulio Mozzi, Giovanni De Mauro.
Mi scuso fin da ora se gli autori qui citati ritengono che io abbia travisato il loro pensiero. Questo è quello che io ho recepito di quanto è stato detto, e non vuole essere una trascrizione fedele degli interventi fatti.
Parlare di che cosa è un blog e di quello che c’è o non c’è dentro è un’impresa quasi impossibile, è come dire che cosa è un libro e cosa ci si può trovare dentro.
Gli interventi che ho trovato più interessanti sono stati quelli di Mozzi e Scarpa.
Il primo ha detto che lui ha cominciato a scrivere su un blog perché era stanco del processo classico della scrittura, del lavoro solitario che dura mesi se non anni, che voleva un riscontro immediato, una sorta di finestra per guardare fuori e per interagire con le persone.
Mi sono sentita molto vicina a quello che diceva Mozzi, chiaramente lui è uno scrittore, quindi non pretendo assolutamente di accostarmi a lui. Ma ho pensato che era per questo che anche io avevo cominciato il blog. Perché ero stanca di parlare da sola chiusa nella mia cameretta, come facevo praticamente da quando ho imparato a scrivere,volevo provare a portare fuori, per quanto possibile, per quanto un blog sia un fuori ancora relativo, quello che facevo, e vedere se a qualcuno poteva piacere.
Qui si aggancia l’altro intervento interessante, quello di Tiziano Scarpa.
Lui ha toccato un punto secondo me fondamentale.
Ha detto che il blog è un supporto che consente a chiunque di auto pubblicarsi in un certo senso, cioè di bypassare il problema del confronto con chi ha gli strumenti per pubblicare e divulgare ciò che viene scritto, editori, redazioni e quant’altro sovrintende alla diffusione di ciò che un autore scrive.
Ma se questo è il lato buono della faccenda, la facilità con cui ognuno di noi può in tempo reale scrivere e divulgare in rete, il rovescio della medaglia è che se chiunque può pubblicarsi senza essere passato attraverso un editore, un capo redattore eccetera, a questo chiunque mancherà sia un’adeguata possibilità di essere realmente visibile, perché la blogsfera per quanto ampia sia, resta pur sempre un sistema chiuso, che ora come ora comunica in modo imperfetto con il resto del mondo, sia una qualifica di ufficialità, un’investitura (questo termine è mio, non di Tiziano Scarpa), qualcosa che faccia in modo che gli altri pensino che vale la pena leggere ciò che scrivi. Perché il filtro, per quanto odioso sia serve proprio a questo, a filtrare, perché non tutti quelli che si sentono in grado di scrivere lo sono veramente.
Quanto al tema dell’incontro, cioè come cambia la scrittura nella rete, sono molto d’accordo sempre con Scarpa che ha detto che la scrittura non cambia, che quello che cambia è la considerazione che abbiamo degli altri supporti con cui si fa scrittura. Come l’avvento del telefono ha cambiato l’uso che si fa della lettera scritta, come gli SMS hanno cambiato l’uso che si fa della telefonata, la scrittura nella rete cambierà l’uso che si fa degli altri supporti su cui si scrive attualmente.
Ora forse mi sto dilungando un po’ troppo, perché il limite di un post è la sua durata, il post lungo affatica e non si fa veramente leggere (è anche per questo che io ritengo che scrivere in un blog sia una palestra ma fino ad un certo punto perché la brevità è sempre un pregio, ma poi si impara a scrivere solo venti righe alla volta), ma tutto questo per dire che ho trovato piacevole ed interessante la discussione, che mi ha fatto e mi farà pensare nei prossimi giorni perché come sempre sono in cerca di spunti e sono felice di potere ascoltare persone intelligenti che abbiano qualcosa da dire.

















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