Lo faccio, lo ammetto

A costo di attirarmi un po’ di antipatia, ma questa cosa la dico.
Mi è capitato, gironzolando e curiosando nei blog altrui alla ricerca di qualcosa di carino ed interessante da leggere, di trovare strafalcioni in ordine sparso.
E ogni volta mi domando, che faccio, lo devo fare notare? O non è forse meglio far finta di niente per non essere antipatica?
Però non riesco a frenarmi, la parola sbagliata sta lì e mi salta agli occhi, non riesco a fare a meno di vederla, mi guasta proprio tutto il piacere, e alla fine cedo al mio impulso da maestrina e voilà, correggo.
Immagino che le persone corrette penseranno cose tipo: ma questa qui che cavolo vuole arriva corregge e se ne va.
In effetti si arrivo correggo e me ne vò.
Di questa cosa abbiamo anche parlato con la mia amica eunoè, ed anche lei si chiedeva che cosa fosse meglio fare.
Insomma correggere oppure no?
Alla fine il mio pensiero ed anche il suo, in merito è questo: i blog sono belli perché ognuno ci scrive e ne fa quello che vuole. È proprio questa grande libertà di temi e di stili che ne fa uno strumento fecondo.
Ma in questa libertà non rientra quella di scrivere sbagliando. Se si vuole usare uno strumento per esprimersi bisogna essere capaci di usarlo. Come non si può suonare la chitarra senza conoscere le note, così non si può avere l’hobby della scrittura senza conoscerne le regole, senza conoscere le parole e il loro significato.
Quindi io ho deciso, correggo, a costo di essere antipatica.
Perché gli errori grammaticali mi feriscono gli occhi.
E perché scrivere sbagliando squalifica anche gli altri, fa in modo che si dica che i blogger sono dei cialtroni che non hanno di meglio da fare che affollare la rete con la loro fuffa, cosa magari vera, ma anche no.
Ah, dimenticavo il nostro ospite, splinder, scrive quì così, con l’accento, alle elementari insegnano che su qui e qua l’accento non va.
Pedante vero?















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