Fine settimana

Ce l’ho fatta anche stavolta.
Ieri sera finalmente sono tornata a casa.
Era venerdì. Era pure la festa del papà, nonché onomastico del mio genitore ed io avevo non solo dimenticato di fargli gli auguri ma anche di portargli un regaletto.
Comunque venerdì.
Praticamente il mio sabato del villaggio.
La sera in cui torno a casa e respiro meglio. Mi dico – visto? È finita anche questa. Ora posso mettermi in stand by.
E stamattina mi ritrovo con un migliaio di cose da fare, da sistemare, da vedere, che si accumulano lentamente durante tutta la settimana, ed io che vorrei solo restare a letto a leggere tutta la mattina, finisco per alzarmi, far la lista delle cose da fare ed uscire più o meno di corsa.
Ora sono in pieno cazzeggio al computer e la domanda che mi pongo è la seguente: ma se anche il sabato e la domenica sono due giorni in cui all’incirca faccio sempre le stesse cose, perché cavolo li aspetto con tanta ansia?
Forse perché c’è sempre bisogno di aspettare qualcosa, per piccola che sia, per avere la sensazione di un po’ di respiro.
Comunque finalmente fine settimana.










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