Pausa pranzo

Oggi, nella fattispecie adesso, in questo preciso momento, passo la mia pausa pranzo in studio.
La tristezza mi prende allo stomaco.
Apro il pacchetto di domopack in cui ieri sera ho avvolto quattro quartini di frittatina di riso.
Li guardo con un misto di disperazione e di desiderio dovuto alla fame.
Anche loro sembrano guardarmi, sembrano volermi dire: – sì, lo sappiamo che non è proprio come mangiare a casa, seduti a tavola, da persone civili, ma noi ci mettiamo tutta la nostra buona volontà, avanti facci un sorriso!
Ma che tristezza!
Fuori piove a dirotto, così che dopo non potrò naeanche scendere a fare due passi, a prendere un caffè.
Dentro i quartini di frittatina mi guardano mogi dal loro pacchetto.
Che faccio? Mangio?
Ok mangio, ma protesto.
Mangio protestando silenziosamente contro la pioggia (che notoriamente è colpa del governo, il quale a sua volta è notoriamente ladro) e contro il mio lavoro (che notoriamente è colpa mia) quindi sono allo stesso tempo scioperante e crumira. Accidenti in che situazione mi sono andata a mettere.
E oggi è solo martedì!
Come si dice, chi comincia bene…













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