Libri

Sono in pausa pranzo e sono appena tornata da un giro in libreria.
Il risultato è un bel pacchetto rosso con tre libri dentro:
Quando Teresa si arrabbiò con Dio di Alejandro Jodorowsky;
Il gioco del mondo di Julio Cortàzar;
Auto da fè di Elias Canetti.
Il primo mi stava aspettando da alcuni anni, da quando un giorno in liberia ne lessi lo spumeggiante incipit: “Nel 1903 mia nonna Teresa, madre di mio padre, si arrabbiò con Dio e anche con tutti gli ebrei di Dnepropetrovsk, in Ucraina, perchè continuavano a credere in Lui malgrado la micidiale inondazione del fiume Dneper”.
Del secondo non so molto tranne che è stato uno scrittore argentino molto amato che è seppellito a Parigi.
In questo caso a convincermi ad acquistare il romanzo è stata questa frase:”[…] appena la luce di cenere e di olivo sospesa sul fiume mi lasciava distinguere le forme, subito la sua figurina sottile si disegnava sul Pont des Arts […]”.
E per Elias Canetti nutrivo una certa curiosità dopo aver letto alcune frasi di uno dei suoi diari.
Stasera tornerò a casa pregustando la scoperta di nuovi mondi fantastici, che come per magia, si distenderanno ai miei piedi dopo che avrò, come per un rito magico, fatto frusciare le pagine, annusato l’odore della carta nuova nuova, passato le dita sulle copertine lisce e scelto il primo dei tre.











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