Decisamente fuori stagione

Caro Babbo Natale,

come vedi ti scrivo in un momento che potresti considerare “di bassa stagione” , considera questa mia una letterina da “partenza intelligente”.

Immagino che, dalle tue parti, l’estate sia tutto uno sbocciare di margherite, un gorgogliare di ruscelletti, un muggire (ma che verso fanno le renne?) di renne in amore.

Qui da noi nulla sboccia o gorgoglia, e le sole a muggire sono le persone molto accaldate.

Caro Babbo, bando alle ciance. Ti scrivo questa letterina per due motivi.

Il primo è il piacere di farlo. Immagino con divertimento lo stupore dei tuoi assistenti ed anche il tuo, quando, nel bel mezzo del mese di agosto, mentre starai sdraiato sotto un pino, oziando, con tanto di occhiali da sole e camicia hawaiana, ti vedrai consegnare questa mia. Sarà un diversivo alla parole crociate. Ti raccomando solo di metterla da parte e di conservarla fino a che ricomincerai ad organizzarti per i regali del prossimo Natale.

Il secondo motivo per cui ti scrivo  è la letterina che ti inviai, nei tempi giusti, lo scorso dicembre.No, non ti preoccupare, non voglio mica presentare reclami o simili, non ci sarà bisogno di convocare nessuna delle tue renne avvocato.

Però una cosa te la volevo chiedere.

Se ti ricordi ti chiedevo un po’ di tempo. Per capire, per fermare la lunga teoria di giorni e mesi che perdono sempre più il loro senso.

Un po’ di tempo per guardarmi negli occhi  e per scoprire se le strade percorse erano buone oppure solo tortuosi sbagli.

Insomma un po’ di tempo per non passare, correndo da un giorno all’altro come da uno svincolo ad un incrocio, come da un bivio ad un cavalcavia.

E ora sono qua, alla fine del mio anno, pronta a festeggiarne l’ultimo giorno.

L’anno per me infatti inizia il primo settembre e finisce il trentuno luglio. Agosto semplicemente non entra nel conto è un mese fantasma, potrebbe non esserci.

Dicevo, mi trovo alla fine del mio anno e mi guardo indietro. Il tempo ancora una volta mi è sfrecciato davanti, salutandomi con la mano al suo passaggio, come il passeggero di un treno veloce. Mi volto a guardarlo e non lo trovo più.

Ancora una volta mi ha lasciato in eredità solo molte domande ed una serie di dubbi.

Capisco che il regalo di un po’ di tempo in più è cosa difficile anche per te, ma allora, dov’è finito l’orsacchiotto che mi dovevi?

Sempre tua affezionatissima

bartleby

 

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