Bianconiglio

Finalmente sembra che stia cambiando il tempo, che stia arrivando l’autunno. Un vento un po’ più fresco del solito che accarezza le braccia e ci fa sentire che l’aria sta cambiando.

Questo mi conforta, sembra darmi una direzione, perché in questi giorni non riesco davvero a trovarla.

Il tempo sembra essersi impigliato.

Il mio tempo, quello degli altri non so, non mi sembra, anzi, a dire il vero, è proprio il raffronto tra il mio tempo e quello altrui a crearmi questo tipo di imbarazzo.

Il mio tempo sto cominciando ad immaginarmelo come quei pupazzi a molla a cui si dà la carica, che sanno camminare solo in avanti e solo fino a quando incontrano un piccolo ostacolo, allora continuano a camminargli contro fino a che la molla non si scarica.

Me lo immagino come uno di questi pupazzetti, il mio tempo, magari a forma di coniglio, il bianconiglio di Alice nel paese delle Meraviglie, con l’orologio d’oro nella tasca del panciotto rosso.

Comunque sia, deve avere incontrato un ostacolo invisibile, qualcosa di soprannaturale.

Qualcosa che solo la Maga Magò arricciando il naso potrebbe vedere.

Lei, dopo aver sbagliato un paio di incantesimi ed aver creato un po’ di confusione, scoprirebbe di che cosa si tratta e magari risolverebbe il problema.

Se da sola non sarò capace, toccherà chiamarla.

Magari apparirebbe in ufficio, nel momento più inopportuno, a sparpagliare con un solo tocco di bacchetta, le carte e le scartoffie di anni di lavoro certosino.

Ma, in definitiva qual è il problema, mi starete per dire, con l’aria annoiata di chi la sa lunga sulle lamentele altrui.

Niente, vi rispondo, un po’ imbarazzata dal tono accusatorio di chi pensa che non faccio altro che lamentarmi per cose inesistenti; niente, ripeto, fissandomi la punta delle scarpe, è che… insomma… in realtà l’ho scritto nel post precedente (e non dite che mi ripeto, che mi gettate nello sconforto). È che per un attimo avevo creduto, avevo sperato che potesse cambiare, migliorare tutto, anche di poco.

Forse erano le vacanze, forse erano gli occhi buoni sotto citati, forse è stato che mi sentivo bene, insomma qualunque cosa fosse, aveva funzionato per un po’.

Ma poi le cose hanno preso la solita piega, la fatica del quotidiano mi ha ripreso, gli effetti benefici della vacanza stanno finendo, il ragazzo in questione non mi si fila neanche di striscio, i soliti amici hanno altri pensieri per la testa che occuparsi di me (questo perché il loro tempo procede come dovrebbe e le loro vite si evolvono secondo corsi normali), insomma ecco qui, ecco che c’è.

Che faccio? Chiamo Maga Magò va, che è meglio!

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