Miriam

Mi piace che faccia buio più presto ormai.

Non piace a nessuno ma a me sì.

Mi piace la strada bagnata, traslucida dopo tanta pioggia, e il flap flap delle falde del mio impermeabile che danno il ritmo ai miei passi.

L’unica cosa è che attraversare la strada al buio, con i fari delle automobili che mi accecano leggermente, mi fa un po’ paura.

Deve essere il gatto che c’è in me.
Mentre attraverso la strada e sono ormai arrivata proprio al centro, si risveglia, e mi fa desiderare di fare un balzo all’indietro, improvviso, per ricadere sul marciapiedi da cui sono partita.

Per fortuna gli automobilisti si fermano per fare attraversare una bella donna.

A parte questo piccolo inconveniente mi piace camminare di notte.

Dovrei affrettarmi perché la strada è lunga, devo arrivare lontano.

Quasi quasi salgo un po’ più in alto: il rumore del traffico stasera è insopportabile.

Certo non ci sono proprio i tetti che preferirei io, quelli spioventi, con le tegole, che posarci le zampe è una goduria.

In questa città i tetti sono piatti, ricoperti di questa roba nera che non so come si chiama, l’impermeabilizzazione.
Camminarci sopra è semplice, non c’è nemmeno un po’ di brivido, non devo neanche stare in equilibrio, le vibrisse e la coda servono a poco, non devo fare passettini leggeri e silenziosi, non è che ci sia tutto questo divertimento.

Incontro i piccioni che mi guardano stupiti e volano via in un grande sbatacchiare di ali; per divertirmi posso fare qualche agguato per vedere se mi riesce ancora di prenderne qualcuno.

Ma non ho tanto tempo da perdere, il viaggio di stasera è lungo, la mia meta la vedo alla mia sinistra, in questa sera lustra di pioggia.

È una sagoma scura ed imponente, antico nume tutelare che da un momento all’altro può perdere la sua millenaria pazienza, davanti a lui le luci dei paesi nati ai suoi piedi ed il nero profondo del mare.

Guardo le stelle, che sorgono ad una ad una, si sta facendo tardi.

Meglio che mi affretti, non possono cominciare senza di me.

Questo tetto mi sembra abbastanza alto, devo fare un salto e recitare la formula.

Non mi ricordo mai qual è quella giusta.

Ok allora salto.

Opps!

Ecco lo sapevo, ho sbagliato ancora: possibile che non abbia ancora imparato a trasformarmi in qualcosa di meglio di un pipistrello?

Pazienza!

Il Vesuvio è lì che mi aspetta e le mie colleghe saranno già tutte arrivate.

Ah comunque, tanto per precisare, volevo dire che non è halloween la festa delle streghe!
  




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