Una candelina

Oggi è un giorno in cui accendo una candelina.
Sfrego uno zolfanello, uno sfrigolio, l’odore piacevole dello zolfo, e poi una luce, prima molto intensa e poi piccola e calda.
La mia candelina è accesa.
La immagino bianca e rossa, a strisce, come quei bastoncini di zucchero che non fanno più.
C’è da festeggiare il compleanno di questo mio blog.
È già passato un anno da quel giorno in cui, seguendo un impulso improvviso, cliccai qua e là e mi ritrovai qui.
In questo mondo fatto di parole.
Parole mie, di altri, di tanti.
Un mondo fatto di parole potrebbe essere il mio preferito; negli altri mondi non ci so vivere molto bene.
C’è sempre qualcosa di troppo o di troppo poco.
C’è sempre qualcosa che scappa che sfugge.
Mi trovo a cercare di essere come mi sembra che dovrei, a fare quello che mi dicono che dovrei, ma non riesco mai del tutto, ho sempre qualcosa di fuori posto.
In questo mondo fatto di parole, illuminato qua e là da una candelina, da un sorrisino costruito con i due punti e la parentesi, forse trovo uno spazio in cui mi muovo più comodamente, come se la blogsfera fosse un mare profondo in cui nuotare, dove si può scegliere se galleggiare, ascoltando il rumore della risacca o immergersi tra profondi borbottii dell’apnea.
Eppure vorrei trovare uno spazio nel mondo vero in cui sentirmi altrettanto comodamente a casa mia.
Uno spazio di oggetti parlanti e luci tenere.
Ora la spengo questa candelina bianca e rossa, con un soffio.
Esprimo il desiderio, e continuo a scrivere, vediamo dove si arriverà.



















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