Tentativo d’inventario di alcune delle cose perse con l’andare del tempo e mai più ritrovate

Un portachiavi in ferro e smalto a forma di pesce palla;
Un uccellino rosso di nome Beccogiallo (sic!), rocambolescamente evaso dalla sua gabbietta il 12 giugno 1979;
Due chiavi, a forma di cuore, aprenti un lucchetto, anch’esso a forma di cuore, del mio diario segreto del 1984;
Un ragazzo, alto magro, riconoscibile dall’abituale gesto di arricciarsi i capelli con la mano destra quando impegnato in una conversazione;
Svariate monete equamente distribuite tra lire ed euro;
Un paio di scarpe, nere, con tacco da 6 cm. ed una piccola fibbia sul davanti, misteriosamente svanite dalla scarpiera nel maggio del 1986;
Un binocolo;
Un guanto azzurro, che ha lasciato nello sconforto perenne il suo compagno superstite;
Alcuni amici, nelle più svariate situazioni, negli anni dal 1980 al 2000, prima di quella data non ho sufficienti ricordi;
Una bicicletta, grigia metallizzata, marca Graziella, con un campanello sfavillante;
Un numero imprecisato di ombrelli e mazzi di chiavi, la sparizione di uno dei quali fu ascritta al comportamento irascibile del fantasma che di certo infestava l’appartamento;
Una borsa, nera, di pelle martellata, con chiusura a bottone, abbandonata in località Pozzuoli, Via Napoli, in una serata di alto tasso alcolico;
La pazienza, più di una volta;
Un cospicuo numero di autobus e metropolitane;
Un minor numero di treni, tutti felicemente ritrovati dalle ferrovie dello stato;
Nessun aereo;
Un quaderno in carta Pineider rilegato in azzurro.

Annunci