Coinvolti

Avevo scritto un post molto incazzato sulla campagna per l’astensionismo.

Contro la campagna per l’astensionismo.

Perché reputo che sia uno sconcio che politici, clero e chiunque altro possa invitare dei cittadini a non andare a votare, piuttosto che convincerli, eventualmente adducendo delle motivazioni, a votare serenamente per il no.

Poi ho riletto ed ho buttato via tutto.

Perché quando mi arrabbio torna fuori la giurista che è in me e divento petulante.

Ma una cosa la voglio dire perché mi sta davvero a cuore.

Ed è questo: non basta dire boh, voltare le spalle, pensare tanto a me non mi succederà mai, andare al mare, per non essere coinvolti.

Noi siamo coinvolti per il solo fatto di essere qui ora.

Siamo coinvolti sempre e per tutto quello che riguarda il nostro tempo.

Siamo coinvolti perché potevamo dire no, perché potevamo chiedere una spiegazione e non l’abbiamo fatto.

Non importa quanto le cose accadano vicine o lontane dalla nostra casa.

Non so se è giusto o sbagliato, però è così.

È la storia che funziona così, ci coinvolge nostro malgrado, ci costringe a schierarci da una parte o dall’altra, farci un’opinione e poi scegliere.

È faticoso, è difficile, ma non c’è una terza via, la via di mezzo.

Non ci si può astenere dall’essere vivi e non ci si può astenere dalla storia.

È per questo che mi fa infuriare la campagna per l’astensionismo.

Per qualunque referendum, ma in particolare per questo, perché questa legge ha una diretta conseguenza sulla vita delle persone.

Mi infurio perché la nostra classe politica e la nostra chiesa, non hanno saputo insegnarci che la nostra vita collettiva, al pari di quella privata è fatta di scelte, è fatta del dovere della scelta, della consapevolezza e dell’orgoglio della scelta.

Perché invitandoci ad astenerci ci esortano a voltare le spalle, a dire non sono affari miei, qualcun altro ha fatto la legge, qualcun altro la dovrà cambiare se sceglierà di farlo.

Deleghiamo ad una classe politica infingarda pusillanime ed inetta.

Questo è quello che si aspettano che noi facciamo.

Quindi a quelli che non andranno a votare domenica voglio solo cantare un verso di una canzone molto bella, che fu tradotta da Fabrizio De Andrè e che è La Canzone del Maggio: “anche se voi vi credete assolti siete per sempre coinvolti”

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