A tutto tondo
 
Sono confuso. Già la parola a dirla un po’ sotto voce, è bella, rende l’idea confuso. Sono confuso.
Erano alcune settimane che la sensazione non lo abbandonava. C’era, era lì, silente compagna, una sensazione che ci fosse qualcosa in lui che a lui stesso sfuggiva.
Il suo mondo, tutto intorno girava come al solito. Il lavoro, la casa, gli amici. Tutto andava per il suo solito verso. Eppure, cresceva lentamente una pungente sensazione di disagio. Che ci fosse qualcosa che non andava. Oppure che ci fosse qualcosa che andava sì, per il solito verso, ma che fosse proprio quel solito verso, a non andare più bene così com’era.
Quel pomeriggio, accendendosi una sigaretta sul balcone, disse: – Sono confuso.
Poteva essere, anzi sicuramente era un passo avanti. Non avrebbe saputo dire quale fosse la natura di questa confusione, ma almeno la parola l’aveva trovata.
Che poi fosse una parola vaga, poco importava.
Ora occorreva fare luce.
Telefonò ad Orazio, suo caro amico.
Orazio, sono confuso.
  Accidenti, questa si che è una bella notizia!
E prendimi sempre in giro tu, anche quando ti dico una cosa seria…
Ma no che non ti prendo in giro, è che sono proprio contento. Dopo tanti anni di certezze, di positivismo, di frasi concluse,di giudizi decisi, un po’ di confusione mi sembra che venga a giovare. E su cosa sei confuso?
Non lo so.
Molto bene, confusione globale, a tutto tondo. E intendi porre un rimedio?
È che mi sembra che le cose che mi piacevano non mi piacciano più, che quello di cui ero sicuro mi scivoli fra le mani, addirittura le persone che amavo, quelle che odiavo, quelle che desideravo, nessuna di loro sta buona al posto che gli avevo assegnato con tanta meticolosità, con tanta fatica. Slittano, scivolano, si mescolano.
– Certo, visto così può sembrare un vero pasticcio, lo riconosco, ma proviamo a non drammatizzare. Potrebbe anche essere una buona cosa.
Una buona cosa? Non direi proprio. Con tutti gli anni passati a convincermi, a discernere a separare, a crearmi un’identità anche attraverso quello che rifiutavo. Adesso che devo fare, ricominciare tutto? E da dove? Non me la sento, sono stanco. Si vorrebbe arrivare ad una certa età e guardarsi allo specchio, la mattina e vedere chi si è diventati. Così è come camminare sulle sabbie mobili.
– Ehhh sono stanco, ehhh non ce la faccio, quante storie che fai, oggi la vita va così, non è che ti puoi tirare indietro, non è che si possono prendere delle decisioni sulla propria vita e poi mantenerle portarle con sé fino in fondo, come facevano i nostri nonni. Oggi la situazione è fluida, caro mio. Capisco che possa capitare di confondersi. Vedrai farai nuove scelte, aggiusterai il tiro e andrai avanti così fino alla prossima ondata di confusione.
La fai facile tu, ma io, io mi sento confuso.
 
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