Il miele, Rolly ed io
 
Una collega, durante la pausa pranzo, mi raccontava che i suoi figli hanno un criceto, Rolly, che da un po’ di tempo non sta bene. L’ hanno allora portato dal veterinario che gli ha prescritto un antibiotico.
– Se non riuscite a darglielo- ha detto il veterinario – mettetelo nel miele.
A questa frase io, immediatamente ho immaginato il criceto, preso per la coda ed intinto in un barattolo di miele. Tirato fuori, sempre per la coda, tutto appiccicato. Ho pensato, ma poi, poverino, dovranno lavarlo? E come lo asciugano, col phon? Un’altra immagine ancora nella mia mente del poverino, tutto zuppo, investito da un uragano di aria calda.
La mia collega deve avere notato la mia espressione leggermente esterrefatta, seguita alla sua frase che prevedeva l’annegamento nel miele della povera bestia.
L’antibiotico, nel miele, non Rolly!
Ah ecco!
Ehm, la mia fantasia, cresciuta a cartoni animati ha colpito ancora.
Meno male, povero Rolly affogato nel miele!
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