Con le finestre orientate a nord, guardo improbabili nuvole addensarsi, e poi in un gioco continuo di correnti, separarsi.
I gabbiani, schiacciati da una prospettiva falsa sembrano volare fin dentro le finestre delle case di un palazzo di fronte.
L’ago della mia bussola fa un giro completo, dubbioso sulla direzione da prendere, e poi non trova di meglio da fare che tornare al proprio posto.
Una metafora esatta della mia vita.
Cammino per le strade del centro storico.
Strade bagnate dalla pioggia recente. Strade scivolose, scoscese pericolose.
Ci vuole attenzione, un piede in fallo è il pericolo costante.
Un ragazzo dal cuore tenero passa, scocca uno sguardo verso di me.
Io non so come interpretarlo, oppure, meglio, vorrei volgere a mio beneficio l’interpretazione, ma so che non posso.
Così percorre da un lato all’altro tutto il mio sguardo, e poi sparisce.
Io resto lì, dandomi della stupida, ma con un sorriso indulgente tutto per me.
Il cielo, gonfio di pioggia, già da molto tempo non ha occhi da regalarmi.
Annunci