Mi ricordo di te.
Mi ricordo sempre di te.
Di quando andavamo in giro mano nella mano. Avevi le mani grandi, calde e asciutte.
Mi ricordo quando passavamo i pomeriggi nella tua stanza.
A sentire la musica dai grandi dischi di vinile, profumati di nero. Quando imparavo a poggiare la puntina del piatto sul solco esatto. Bastava tenere il polso fermo e le dita leggere.
A rollare canne e sigarette. A leggere libri ad alta voce, io a te, tu a me, ognuno sceglieva i suoi passi preferiti e cercava di fare innamorare l’altro di quello stesso libro, di quello stesso passo.
Mi ricordo di te mentre dormivi a pancia in su, con le braccia aperte.
E non ti svegliavi neanche quando io decidevo di venirti a dormire addosso.
Mi ricordo di te mentre mangiavi. Mamma mia quanto eri in grado di mangiare. Mischiavi ogni cibo con tutti gli altri, creavi dei bocconi indecorosi, aprivi quel forno di bocca e mentre masticavi gli occhi ti sorridevano di soddisfazione.
Mi ricordo anche di quando sparivi senza lasciare traccia e mi lasciavi ad aspettare che tornassi domandandomi che cosa cavolo facevi di tento segreto che io non dovessi sapere.
Mi ricordo di quando tornavi, stanco, affaticato, e un po’ taciturno. Allora toccava a me farti ridere, raccontarti una cosa, mettere su un tè  e un disco e aspettare che ti calmassi.
Mi dicesti una volta che sarebbe venuto il giorno che non saresti più tornato indietro. E mi mostrasti il perchè delle tue sparizioni. Gridammo, gridai io, gridasti anche tu, piangemmo. Tu capivi molte più cose di me. Io le ho capite in tutto il tempo che è venuto dopo.
Mi ricordo quando venne quel giorno e non tornasti più.
E sono passati giorni e poi mesi e poi anni.
E ancora mi ricordo di te.
 
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