Jack in the box
 
Sei saltato fuori da una scatola.
Una scatola chiusa e tenuta insieme da corde strette.
Da lacci inestricabili.
Da cerniere di ferro e di osso.
Serrata, inviolabile, arma antica contro il mondo di fuori.
Eppure.
All’improvviso sei saltato fuori, ridendo, come un pupazzetto a molla che vuole per dispetto spaventare e poi ridere dello spavento altrui.
Col sorriso di un ragazzino con la risata di un uomo.
E sì, jack in the box, ho ancora negli occhi il salto e la piroetta.
E proprio per questo sorrido adesso, senza spavento.
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