Piedigrotta

La festa di Piedigrotta, per me è sempre stata solo la notte dei fuochi d’artificio.
Ero piccola la prima volta che mi capitò di scoprire cos’erano.
Era notte, per me, notte fonda.
Ero una bambina all’antica, di quella generazione che andava a letto dopo Carosello, e quando non ci fu più Carosello … a letto lo stesso! Addirittura pensavo che dopo le nove di sera il tempo finisse, che non ci fossero le ore successive, che sull’orologio stessero a segnare solo le ore diurne.
Comunque, la prima volta che mi imbattei nei fuochi d’artificio, stavo giustappunto dormendo e mi svegliai spaventandomi a morte di quel rumore cieco che mi squarciava il sonno.
Non fu un buon inizio.
Le volte successive non andò molto meglio. Avevo paura di quelle esplosioni, pensavo alla guerra (oltre a fare parte della generazione il cui sonno e la cui veglia venivano gestiti da Carosello, io sono figlia della Guerra Fredda, della paura della guerra atomica, Il film The day after, tanto per intenderci), mi nascondevo gemendo sotto i tavoli e sotto i letti; mia madre invano tentava di spiegarmi, cercava di portarmi alla finestra per farmi vedere che al brutto rumore si accoppiava uno spettacolo bello.
Niente da fare.
Ero una bambina testarda, preferivo soffrire piuttosto che farmi convincere.
Quante feste di Piedigrotta ho rovinato a mia madre, poverina.
Pensare che a quei tempi avevamo un bellissimo balcone da cui vedevamo tutto il golfo, dal Vesuvio a Posillipo. Uno spettacolo tanto bello: il mare di notte, la luna e i colori che esplodevano nel cielo.
E io, niente, sotto al letto. Bambina impossibile.
Poi con gli anni venne anche la ragione. O forse fu il caso che mi tese una zampa. Una di queste notti, l’8 settembre di un anno qualunque, mentre scappavo a nascondermi da qualche parte, i fuochi iniziati, occhieggiarono dalla finestra.
Io mi voltai. Ci piacemmo quasi subito. Non avevo mai voluto degnarli di uno sguardo e invece, che bello! Rosso blu, verde, oro, a fiotti colavano sul nero del cielo e brillavano, raddoppiavano nel mare.
Ora, che il balcone delle magie non ce l’ho più e che mi manca moltissimo, ora che la festa di Piedigrotta l’hanno ripristinata per chi sa quale motivo, per allietare la popolazione e farle dimenticare l’inesistente amministrazione di questa infelice città, sabato sera, mentre ero in casa e stavo andando a dormire, improvviso, il rumore dei fuochi.
Non sono scesa in strada a vederli, perché non sarebbe stata la stessa cosa ormai. 
Così sono tornati ad essere un fastidioso rumore, senza nemmeno il potere di spaventare bambini testardi.
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