Treno di latta

Mentre i treni corrono per il mondo come gusci di latta, le nuvole si addensano.
Minacciano pioggia, poi si disperdono, si vede un pezzetto di cielo.
Lo sguardo si perde nell’indistinto verde-marrone della pianura, qualche albero, qualche casa, poco più.
Per arrivare finalmente dove le carezze hanno un suono buono, dove le mani parlano di casa, di tana, di rifugio. Per arrivare ancora una volta dove si vorrebbe restare qualche minuto in più prima di dovere andare via, ancora e ancora una volta, nell’attesa di trovare uno spazio e un tempo più clementi, più morbidi, più accoglienti.
Oggi è un giorno di curiose speranze, di desideri sbilenchi, di attesa di qualcosa che si vorrebbe senza in realtà volere. Oggi è un giorno da farfalle nella pancia.
Oggi si aspetta, prima di mettersi a sedere di nuovo su un treno di latta.
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