Quando mi sento così, come mi sento oggi, ascolto il canto dei miei pensieri.
Pensieri senza direzione.
Mi risuonano frasi ascoltate senza volere e pronunciate da persone sconosciute, magari in metropolitana o per la strada, magari da una collega che parlava chi sa con chi.
Sprazzi di ricordi di conversazioni fatte con amici, magari molto tempo fa.
Versi di canzoni che non ascolto da tempo immemorabile e che sono rimaste scolpite nella mia memoria.
Ascolto questi suoni che si sono in qualche modo intrufolati tra i pensieri corretti, quelli normali, tra i pensieri che si fanno ogni giorno: lavoro, casa, famiglia, cose da fare, programmazione spicciola.
E mentre cerco di concentrarmi anche su queste cose,  questi strani campanelli non smettono di accompagnarmi, e così magari mentre lavoro mi trovo a cantare una canzone che ascoltavo mille anni fa.
Mi devo assecondare, lo so, non c’è niente da fare.
Quando mi sento così, come mi sento oggi, dovrei andare a fare una passeggiata in un luogo calmo e silenzioso, magari in riva al mare, dove non ci siano persone rumorose o pericoli a cui badare. Dovrei lasciarmi trasportare dalla musica curiosa che mi frulla per la testa e stare a vedere cosa porta.
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