Venerdì 18 aprile, l’aria  frizzante di questa primavera indecisa  si spegne nell’afa appiccicaticcia di sporco e rumore della stazione Centrale di Napoli, piazza Garibaldi.
IC Plus. Io e D. entriamo nel nostro scompartimento, abbiamo preso i posti vicino all’uscita, lui per allungare meglio le gambe io per potere più facilmente uscire e andare al bagno.
Nello scompartimento ci sono già due persone. Vederle ed essere percorsi da un brivido nell’immaginare il viaggio insieme è tutt’uno.
La donna è piccola e grassa, capelli gialli scomposti, molto trucco, in mano un videofonino sintonizzato su Canale 5 dove guarda una puntata di Amici con avidità.
Di fronte a lei il figlio, un ragazzo adolescente, carino, ma purtroppo la sua mole gli consente a stento di stare seduto nel sedile. Anche lui avvinghiato allo stesso videofonino a guardare Amici, per fortuna con le cuffiette nelle orecchie.
Noi ci sediamo il più esterni possibile, apriamo libri e giornali per fare comprendere la nostra volontà di non socializzare.
Il treno parte. La signora ci chiede se la musica della sua trasmissione televisiva ci dà fastidio, vigliaccamente e a mezza bocca rispondiamo di no.
Ella si rivolge al figlio che si era alzato: “Cosa fai Kevin?”
Se già la loro vista mi aveva annichilito il nome del fanciullo mi ha scioccato! Kevin! Non ci posso credere! Kevin!!
A circa metà del viaggio la signora non ce la fa più a trattenere il suo desiderio di fare conversazione e, rivolta a D. esclama: “Voi siete professore di scuola vero?”
Lui sorride imbarazzato e io le dico: “Quasi, lo diventerà, ora sta studiando per diventarlo” e lei: “Io lo so, l’ho visto, io sono cartomante!”
Ecco. La cartomante in treno, ecco, questa mi era mancata fino ad ora.
A questo punto la signora tira fuori un biglietto da visita e ce lo porge, sopra c’è scritto “La maga Laura”.
Ecco, penso alla fine della corsa vorrà che le paghiamo la parcella.
Da quel momento in poi è tutto un fiorire di previsioni sul nostro futuro.
Quando per puro caso indovina qualcosa che intuisce dalle nostre risposte, esclamava: “Ma io lo vedo! Sono cartomante”.
Ci ha predetto che ci sposeremo fra quattro cinque anni, che dovremo fare dei sacrifici ma che alla fine vivremo felici e contenti e che D. diventerà un famoso professore di scuola.
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