E così sta finendo un altro anno.

Ho sempre sostenuto che il capodanno non dovrebbe essere il primo gennaio, ma il primo settembre.
Secondo il mio modo di vivere il tempo, l’anno comincia il primo settembre e finisce il 31 luglio (come quando andavo a scuola, in realtà non sono molto cambiata da allora).
Agosto praticamente non esiste, è il mese fantasma, potrebbe non essere inserito nel calendario.
Quindi mi sento come se stessi facendo il conto alla rovescia per la fine dell’anno: 10…9…8…
E’ stato un anno importante e faticoso, pieno di sorprese, di felicità inaspettata e anche di difficoltà inaspettate.
Ho vissuto una felicità che non credevo possibile e lo devo ad un uomo meraviglioso che ha fatto irruzione nella mia vita.
Ho vissuto momenti di grande preoccupazione e di rabbia quando pensavo di avere perso il lavoro.
Poi ancora sollievo e gioia quando sono stata assunta in via definitiva, e poi ancora rabbia quando immediatamente ho pagato lo scotto dell’assunzione con un maggiore carico di lavoro non retribuito.
Ho avuto meno tempo di scrivere sul blog, e soprattutto meno ispirazione, ho letto meno libri, ma ho vissuto un po’ di più.
Ora, arrivata alla fine, mi guardo indietro e mi dico che è stato un anno che non mi aspettavo.
Mi lascia piccole certezze, grandi incertezze, molta stanchezza.
Soprattutto molta stanchezza.
Ora non penso ad altro che ad andare un po’ in vacanza col mio amore e a dimenticarmi di tutto e tutti per dedicarmi solo a lui e un poco anche a me.

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