Ascolta.
Qui il silenzio è blu.
Blu cobalto.
Piano, progressivamente si scurisce, diventa sempre più nero, profondo.
Sembra possibile immergersi in un silenzio come questo.
Le orecchie lo immaginano, ne fanno una figura concreta, tangibile, assomiglia ad una coperta di velluto oppure al mare di notte.
Posso dire di stare ascoltando un silenzio nero e denso come la polvere di carbone.
I grilli gli cantano una canzone.
Io vengo da un luogo molto rumoroso, che non tace mai, che non smette mai di produrre suoni sgradevoli, strepiti, urla di uomini, di automobili, di lavori in corso, di qualunque cosa l’umanità sia in grado di rendere rumore.
Così, quando sto qui, le mie orecchie cantano silenziosamente di gioia.
Ogni tanto un uccello fa il suo verso. Alcuni sono curiosi, altri fanno un po’ paura. Ma nessun verso può mai essere spaventoso come il rumore prodotto dagli uomini.
Ho trascorso notti di gratitudine per il silenzio ricevuto come un dono da poco, che invece è preziosissimo. Ho ricordato la mia infanzia silenziosa, ho dimenticato il mio presente ingarbugliato e strepitante.
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