Archivi per la categoria: la pesca delle papere
Per la serie: “le papere non finiscono mai”, un nuovo spiraglio di luce sulla mentalità degli uomini (o almeno degli uomini che il destino mattacchione mette sul mio già impervio cammino).

 
Questa ve la devo proprio raccontare:
Ho, anzi farei meglio a dire avevo, anzi no, dovrei dire credevo di avere, un amico chiamiamolo P.
P. è un ragazzo simpatico, dalla battuta pronta, ci conosciamo da una quindicina d’anni, anno più anno meno, di un’amicizia mai troppo approfondita.
Non vedo P. da molto molto tempo, tanto che non riesco a quantificarlo, faceva parte di una mia vita precedente, lo incontravo in uun gruppo di amici che frequentavo quando ero fidanzata. Lui è ancora fidanzato ormai da molti anni.
Qualche sera fa P. mi telefona.
Sul momento mi fa piacere sentirlo, parliamo di cosa fa, di cosa faccio io, la telefonata è piacevolissima, fino a che noto che il tono di P. cambia, prima impercettibilmente, poi sempre più marcatamente, quando io rispondo alla domanda sul mio stato civile: “e tu, sei sposata, fidanzata o simili?” io candidamente e un po’ scherzando rispondo di no, gli dico che ormai non mi fidanzerò più, che ho superato l’età per prendere quasta malattia infantile.
È da qui che tutto cambia, lui comincia a fare apprezzamenti su di me, sempre meno velati, dovremmo vederci, io mi ricordo sempre di te e delle calze e delle gonne che portavi eccetera.
Io per provare a frenarlo gli chiedo notizie della sua fidanzata, lui mi risponde, continuando ad ammiccare, che è fuori e che rimarrà fuori per parecchio tempo.
Io glisso su tutti i tantativi di invito avendo ormai capito dove la telefonata andava a parare.
Ci salutiamo e io più ci penso più mi arrabbio.
Penso ma guarda che faccia tosta questo qui a farmi una telefonata del genere, ma per chi mi prende. Non abbiamo mai avuto altro che una generica amicizia e si sente autorizzato a cercarmi quando la sua fidanzata è fuori per propormi una scopata.
Tra l’altro non ho avuto e non ho nessuna intenzione di dargliela.
Spero che sia stata una telefonata isolata, frutto di un momento di solitudine, di un colpo di testa.
Ma qualche giorno dopo mi ritorna all’attacco.
Io provo con la più banale delle scuse sperando capisca l’antifona, gli dico che sono influenzata e cerco di chiudere brevemente la telefonata, non ci riesco prima che lui riesca a chiedermi se ho bisogno di un dottore che mi misuri la febbre. Argh!
Mi illudo di avere ottenuto che capisse che non è aria perché mi sembra che abbia desistito, non chiama più.
Fino a venerdì sera.
Io, invece di dirgli la brutale verità “P. non ho intenzione di dartela, quindi non chiamare più” lo spengo dicendogli che sto uscendo, non ho tempo di chiacchierare.
Stupida.
Ora so che chiamerà fra poco, è questione di un giorno o due.
A questo punto le cose da fare sono due:
1. dirgli che mi sono fidanzata, funziona sempre, gli uomini sono vigliacchi, appena sentono questa aurea frase spariscono per sempre e con buona probabilità non riappaiono mai più, oppure dopo 10 anni ti cercano per chiederti se per caso sei tornata single.
2. dirgli la frase di cui sopra, caro, non c’è trippa per gatti.
Io propenderei per questa seconda ipotesi, anche se, una donna più furba di me mi ha detto che non va bene, non me lo toglierei di torno perché gli uomini intendono ogni no come un forse che potrebbe diventare un futuro si. Non avendo né dignità né amor proprio né senso del ridicolo, cioè nessun tipo di sentimento/sensazione che non passi attraverso le loro parti basse, vanno avanti a testa basta sparando nel mucchio fino a quando qualcuna gliela dà, fosse pure per sfinimento.
Credo abbia tragicamente ragione.
Quindi a questo punto avrei bisogno di un consiglio: che devo fare? Quale delle due frasi usereste voi? Oppure un’altra? Aiuto!
Annunci

La primavera…

Si sa che la primavera risveglia i sensi.
O almeno questo è quello che mi sento ripetere ogni anno dagli uomini che mi circolano intorno.
Qualcosa di vero ci deve pur essere se, tutto ad un tratto appaiono intorno a me una serie di strani personaggi che l’inverno sembrava aver inghiottito.
Dopo un troglodita che ho soprannominato mr. savoire faire, ecco che si impone alla mia attenzione un esserino che conobbi mesi fa.
Mi incrocia e sostiene fieramente che noi due abbiamo un caffè in sospeso.
Mica mi pare di avere certe sospensioni in atto, tuttavia decido di assecondarlo e prendiamo un caffè di una decina di minuti di chiacchiere.
Nel corso del sorseggiamento costui, a cui riconosco una certa prontezza di riflessi ed una ottima dose di faccia tosta, mi dice di essere sposato, e soprattutto si informa di me, di come vivo, ma attenzione, se per caso vivessi sola oppure no.
Il gentiluomo, amante del caffè, tra una battuta birichina ed un’altra, sondava il terreno. Infatti aveva tutta l’intenzione di trovare un altro tipo di intrattenimento, che richiedeva però il fondamentale requisito di un appartamento, essendo quello che occupa lui contemporaneamente occupato anche dalla sua amata consorte.
Di omino birichino ne ho da poco incrociato un altro, che ha preso a corteggiarmi, a telefonarmi, a venire sotto casa mia a chiacchierare.
Avendo già espletato tutte le fasi del presunto corteggiamento, un pomeriggio mi fa: vieni a casa dei miei, che sono fuori per il fine settimana?
Avete indovinato?
Infatti, è sposato anche lui!!
Ah questa primavera…speriamo finisca presto, gli effetti hanno già fatto in modo da irritarmi abbastanza!

Una teoria con annessa domanda
In questi ultimi mesi, mi è capitato che un uomo mi corteggiasse.
Io non gli ho dato corda, perché non mi interessava, quindi la storia, piano piano è svaporata.
Qualche giorno fa, un’amica comune, mi ha detto che si è fidanzato.
Questo esempio, e innumerevoli altri simili che ho potuto osservare nel corso del tempo, hanno fatto in modo che elaborassi una teoria.
C’è da dire che sono un’appassionata di teorie e non perdo occasione per formularne una.
Teoria: gli uomini, arrivati ad una certa età, diciamo dopo i trentacinque anni, ma alcuni anche più tardi, si comportano come dei … stavo per dire dei bagni pubblici, ma non vorrei si offendessero, così andrà bene anche l’esempio dei taxi, o delle cabine telefoniche, se esistessero ancora.
In pratica, ad un certo punto della loro vita, decidono che vogliono sistemarsi, cioè trovare una donna e mettere su famiglia.
A quel punto sono liberi, come i taxi che accendono la loro lucina sul tetto, o appunto i bagni che espongono la targhetta verde, e qualunque donna si trovi ad incrociarli per strada in quel momento loro la prendono a bordo, cioè la sposano e si “sistemano”.
Andrà bene più o meno qualunque donna, purché risponda a dei requisiti minimi, per così dire, di sistema.
Salvo poi, dopo circa tre anni, che è una specie di soglia tecnica, di matrimonio e/o fidanzamento e/o convivenza, scoprire che costei è semplicemente una che gli circola per la casa.
A questo punto la teoria lascia spazio ad una domanda.
Domanda: è una fortuna essere la donna in questione che passava di lì per caso, e quindi trovare la porta aperta, il taxi o il bagno libero e quindi entrare, crederci, magari innamorarsi, perché le donne ancora nonostante tutto si innamorano, o, piuttosto è una delle sfighe peggiori che possa capitare?
Io non lo so, ripenso solo ad una battuta di uno dei miei film preferiti: Harry ti presento Sally, “almeno potrai dire di essere stata sposata”.
 

Uno strano periodo ovvero: la pesca delle papere continua.

Da un po’ di giorni, anzi diciamo da un paio di mesi giorno più, giorno meno, in concomitanza con l’estate che si è abbattuta su di noi, mi succede di incontrare di nuovo qualche uomo che si interessa a me.
E’ un evento curioso, soprattutto perchè io sono molto cauta e vivo molto per conto mio, in gran parte per evitare le seccature conseguenti a questo tipo di incontri, quando l’interesse non è reciproco.
Confesso che la mancanza di interesse è quasi sempre colpa mia, dato che sono un po’ difficile nei gusti e con l’età che avanza questo mio essere complicata peggiora.
Ma gli astri, che sono sicuramente colpevoli di questo rinnovato interesse nei miei confronti, si devono essere coalizzati, in modo da farmi collezionare una serie di spam sentimentale davvero discreta per i miei standard degli ultimi tempi.
Ecco dunque arrivare alla carica in ordine sparso: un uomo di mezza età che invaghitosi di me mi ha subissato di telefonate, inviti e messaggi romantici; un compagno di classe del liceo che da allora ha un debole per me e, periodicamente fa un tentativo, più o meno intraprendente; un uomo che è stato più lungimirante degli altri, per ora, e non ha creato problemi più di tanto.
Buon ultima alcuni giorni fa un’amica mi propone di presentarmi un suo amico.
Lo vedo venerdì sera.
Ma mi domando e mi dico, cara amica, in mancanza di uomini presentabili, non è detto che ci si debba rivolgere agli impresentabili!
In
somma, spero che gli astri la smettano di sfottere, dato che l’unico uomo che mi interessava un po’, mi ha fatto prendere il cosiddetto palo.
Certo dover sgusciare tra le maglie degli agguati degli scocciatori movimenta la vita, però, ancora papere proprio no!

 

La pesca delle papere 2

 

Si vede che c’era una congiuntura astrale, un trigono un bivio stellare, un’inversione ad U delle stelle. Oppure era semplicemente la mia scollatura. Senza scomodare lo zodiaco e gli dei direi che era proprio quella, la scollatura, che modestamente, fa ancora la sua porca figura. Fatto sta che la pesca delle papere è continuata, lo stesso fato di pochi minuti prima (ancora irridente? Sempre più avverso?) fa in modo che mi si agganci alle calcagna un tipo e che non mi molli più. Prova un paio di volte ad attirare la mia attenzione, non ci riesce, ma non per questo si scoraggia. Mi gira intorno, cerca un argomento di conversazione, ora serio – tu che fai nella vita? – ora faceto – cedimi la carta del mercante in fiera. Ora posso anche apprezzare lo spirito d’iniziativa che è da molto che negli uomini non lo trovo più, però, come dire? Mi è sembrato proprio un po’ spentino un po’ moscio, niente affatto interessante. Sarà colpa mia, sarà colpa sua tant’è, va così, potevamo semplicemente non rivederci mai più con mutua soddisfazione. Invece codesto giovane si è perfino procurato il mio numero e già stamattina mi ha chiamato! Mi invita ad un qualcosa per domani sera! Ma porca padella e adesso, mi tocca fare cosa? Che noia!

 

La pesca delle papere 1

 

Ieri sera tombola a casa di amici. Decido di fare una passeggiata, data la piacevole serata, e mi avvio verso la loro casa. Durante il tragitto, il fato (avverso? irridente?) mi fa incontrare un ragazzo che non vedevo da molti anni e che ha sempre avuto un debole per me, fin da quando eravamo a scuola insieme. Mi riempie di troppe moine, mi fa troppi complimenti, mi dà troppi bacetti di saluti e di auguri, si informa subito sul mio stato civile e appena scopre che non sono fidanzata sposata o cose simili, si illumina di gioia (ma non potevo dirgli che sono sposata e ho cinque figli?). Mi chiede infine il numero di cellulare. Non sapendo come rifiutarglielo senza sembrare scortese, mi vedo costretta a darglielo. So già che mi telefonerà, che mi tormenterà, che mi infastidirà.
Vorrei sapere come faccio a trovare sempre il modo di incontrare persone che invece di darmi giovamento, compagnia un po’ di allegria o di buona conversazione, mi arrecano più o meno disturbo fino a farmi diventare orrendamente scortese, il tutto contro la mia pacifica e solitaria natura.